Categorie
presentazione

La casa di Irene

Come possono i nomadi costruirsi una casa? Ho vissuto in vari paesi, traslocando di qua e di là, e ho pensato a questa domanda molte volte. Nonostante io mi senta una nomade, non sono riuscita a trovare una risposta. Forse era la domanda ad essere sbagliata.

I nomadi, persone che non si stabiliscono mai in nessun luogo e continuano a spostarsi senza metter giù radici, possono sembrare incomprensibili. Come possono i nomadi costruirsi una casa? Ho vissuto in vari paesi, traslocando di qua e di là, e ho pensato a questa domanda molte volte. Nonostante io mi senta una nomade, non sono riuscita a trovare una risposta. Forse era la domanda ad essere sbagliata. Forse bisognerebbe chiedersi invece: “ma casa cos’è, casa dov’è?” come fanno Selton e Dardust nella loro Cercasi Casa.

Credo di aver capito, ora, che una casa non si costruisce in un luogo fisico. Non basta una struttura con quattro pareti e un soffitto, servono soprattutto esperienze, relazioni e scambi. È un processo lungo, che impiega letteralmente una vita. Tendiamo ad associare l’idea di casa ad un rassicurante senso di protezione, che però è un’illusione; nulla può proteggerci da avventure ed emozioni inaspettate, che prima ci spiazzano ed espongono le nostre vulnerabilità, e poi invece rafforzano sempre di più la nostra casa, se riusciamo a farne buon uso. Per questo vi invito a raggiungerci quest’estate a Sanremo: per scambiare sensazioni e pensieri, creando ad ogni scambio un nuovo mattone o una tavola di legno da portare a casa, per continuare a costruire.

V’invito a partecipare e scoprire cosa significhi migrare, soprattutto in questa Liguria, che diventa per tanti un luogo di passaggio, un breve percorso nomade che punta altrove. Ci saranno enti ed associazioni che ogni giorno si occupano della realtà migratoria a Ventimiglia e nel resto della nostra Terra, che seguono vari esseri umani nei loro percorsi e nei loro sogni, perché possano costruire una casa sicura, non solo con chi vogliono ma anche dove vogliono. È un modo per indagare il perché delle migrazioni a un livello personale, perché alcuni scelgano o siano costretti ad una vita nomade, ma anche per capire e de-costruire i motivi dati negli ultimi anni dall’Europa per chiudere le frontiere. Attraverso i laboratori potrete entrare ed essere accolti nella casa di uno sconosciuto, che vi mostrerà di quali idee è fatta e magari offrirà spunti per arricchire la vostra. Potrete mettervi in gioco e scoprire cosa fare per sostenere coloro che migrano e sentire quanto è più bella la propria casa quando la si costruisce e la si arreda attraverso scambi culturali e non di esseri umani.

Di Irene

Una ragazza nomade che cambia residenza ogni tot. Forse per questo le interessa il fenomeno migratorio ed a Scambi porterà esperti che si occupano proprio di questo. Con la voglia di scoprire nuove persone, nuove culture, nuovi pensieri e modi di fare, non sta nella pelle e vuole incontrarne altri al festival!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *