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The Green Defender

Il genere Homo si sviluppò circa due milioni di anni fa, a seguito di un lunghissimo processo evolutivo che ha permesso la nascita dei nostri antenati.

Nonostante l’Uomo non si sia mai contraddistinto per le caratteristiche associate alla sopravvivenza, come forza o velocità, è stato comunque capace di scalare la piramide del dominio sino a raggiungerne la vetta, servendosi di capacità tanto straordinarie quanto fatali. Utilizzando la metafora del tempo, se potessimo racchiudere la storia della Terra in un solo minuto, l’Essere Umano farebbe la sua comparsa a qualche secondo dalla fine, eppure quante cose abbiamo costruito, pensato e poi disfatto, per poterci spingere così ancora un po’ più in là.

Ci siamo appropriati di mari e terre senza chiedere il permesso, credendo che la Natura fosse a nostra totale disposizione. Abbiamo occupato spazi finiti credendo che potessero soddisfare la nostra famelica e insaziabile ossessione per il Progresso.

Abbiamo fatto grandi cose, sì, ma a quale prezzo?

Dopo ere geologiche trascorse in corse sfrenate verso l’Innovazione, ci ritroviamo a dover fare i conti con tutte le questioni ignorate durante il percorso. L’Industrializzazione, il Consumismo e l’Evoluzione hanno inebriato l’umana perversione verso un infinito sempre più distante. Oggi, non possiamo più distogliere lo sguardo dal futuro atroce che ci aspetta all’orizzonte dell’Antropocene. La crisi climatica si è rivelata un’urgenza pervasiva e l’armonia tra Uomo e Natura sembra essersi spezzata.

Già Leopardi nelle sue Operette Morali intuì con parole acute quanto distanti fossero i tempi umani rispetto a quelli della Natura. La Natura è lenta ma resiliente, capace di rifiorire dopo la dissoluzione in un circolo perpetuo. L’Uomo, al contrario, è condannato all’insensatezza e si affanna nel cercare una dimensione infinita, luogo ultimo e al contempo irraggiungibile della sua felicità. Leopardi stava certamente facendo riferimento a questioni filosofiche ed esistenziali, ma sono cristalline le inquietanti similitudini fra queste riflessioni e la spasmodica ossessione per il progresso che ci ha portato a litigare prepotentemente con la Natura, che imperterrita ci ricorda quanto sia necessario rallentare.

Natura: Tu mostri non aver posto mente che la vita di quest’universo è un perpetuo circuito di produzione e distruzione, collegate ambedue tra sé di maniera, che ciascheduna serve continuamente all’altra, ed alla conservazione del mondo; il quale sempre che cessasse o l’una o l’altra di loro, verrebbe parimente in dissoluzione. […] – “Dialogo  della Natura e di un Islandese”, Operette Morali, Giacomo Leopardi

Tirare le file di questi ragionamenti sembra portare a conclusioni buie sul futuro che ci attende, ma, in realtà, cambiare rotta è ancora miracolosamente possibile.

Per questo motivo, in occasione della Giornata Mondiale della Terra, vogliamo ricordare il prezioso laboratorio The Green Defender che si è tenuto a Scambi Festival 2021. Questa giornata è stata istituita per celebrare l’ambiente e tutte quelle buone pratiche capaci di salvaguardare il nostro pianeta.

In questo senso, The Green Defender ne è il perfetto esempio. Si tratta di un movimento per l’ambiente ideato da Radioimmaginaria, la radio degli adolescenti. In particolare, attraverso questo osservatorio si tenta di avvicinare lə ragazzə verso una maggiore consapevolezza ambientale, dando la possibilità di farsi difensorə di animali e piante, ovvero le principali vittime di questo forsennato correre umano. L’idea di realizzare questo progetto nasce da una storia vera che è stata loro raccontata durante una riunione. Negli anni Cinquanta, Walt Disney decise di aprire un parco divertimenti in una zona ricca di flora e di fauna, che sarebbe stata inesorabilmente schiacciata dalla presenza aggressiva dell’Uomo. Tuttavia, in mezzo a imprenditori pronti a concedere il terreno, un uomo si oppose all’idea di distruggere con noncuranza l’ambiente circostante e Walt Disney seguì proprio le intenzioni di quest’ultimo. Questa storia ci dimostra non solo quanto sia fondamentale prendersi cura del pianeta che abitiamo, ma anche quanto sia concreta la possibilità di promuovere un cambiamento se lo si crede nel profondo.

Quindi, se anche voi volete diventare avvocatə di animali e piante, andate qui.

Nel frattempo, non dimentichiamo che il futuro si costruire ora attraverso la potenza inestimabile delle azioni collettive e consapevoli.

Di Sabrina

Sabrina è una ragazza profondamente introversa, ma che (ogni tanto) ama stare in mezzo alle persone. Quando non è in perenne ansia per le cose della vita, studia "Philosophy, International Studies and Economics" a Venezia, oltre a leggere, suonare, e vagare con la mente sul senso dell'esistenza. Ha una passione spasmodica per tutto ciò che riguarda i Diritti Umani e da grande vorrebbe farne il suo lavoro.

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