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LIS-cambi

Scambi crede nel valore profondo dell’inclusività.

A volte, nel perseguire questo intento è necessario sforzarsi di conoscere l’”altro” indossandone concretamente i panni: in altre parole, avere il coraggio di uscire dalla propria comodità per avvicinarsi a un mondo tutto nuovo. Questo è l’obbiettivo che le nostre interpreti Chiara Mallozzi e Ilaria Montalto hanno tentato di realizzare con il laboratorio paneuretico LIS-cambi”.

LIS è l’acronimo con cui ci si riferisce alla Lingua dei Segni Italiana, ossia la lingua utilizzata dalla comunità delle persone sorde in Italia, costituita interamente da segni. Per quanto questa comunità rappresenti un pezzo importante della nostra società, lo spazio che vi si dedica è decisamente limitato, rendendola così quasi sconosciuta. Proprio per questo motivo, il nostro laboratorio si è dato l’ambizioso compito di far comprende a grandi e piccini, cosa significhi dialogare in silenzio, comunicare senza parole. Nel concreto, Ilaria e Chiara hanno cercato attraverso piccoli spunti comunicativi di far indossare ai partecipanti udenti le lenti con cui la comunità delle persone sorde guarda il mondo attorno a sé. Un obbiettivo che solo all’apparenza sembra arduo. Ilaria, infatti, ci rivela come spesso si stupisca della facilità con cui le persone riescano ad immedesimarsi nella maniera comunicativa utilizzata dalle persone sorde.

Sembra quasi che l’assenza di parole, percepita da fuori come una mancanza, sia in realtà l’opportunità di riscoprire un modo di esprimersi che si estende verso una dimensione spaziale fuori dall’ordinario. Ed è così che il corpo diventa mezzo di comunicazione, mentre, allo stesso tempo, gli occhi si trasformano in ascolto. Ilaria definisce questa condizione come una “nuova percezione del sé” la cui peculiarità risiede proprio nella costruzione di un atto interpretativo che non riguarda esclusivamente la traduzione. Potremmo dire che nel caso della LIS, il compito dell’interprete non si esaurisce nella realizzazione di ponte verbale, ma anzi si articola in molteplici direzioni, tra cui quella gestuale, tattile e visiva: un’esperienza sensoriale complessa e completa. Porsi fra due espressioni comunicative è “un atto d’amore”, dice Chiara, tanto potente quanto doloroso. Cercare di trasformare il significato profondo di una parola o di un segno in qualcosa d’altro implica, infatti, la creazione di una connessione viscerale tra l’oggetto interpretato e l’autore dell’atto interpretativo. Allo stesso tempo, tuttavia, questa relazione è regolarmente destinata a spezzarsi affinché quel significato (e di conseguenza, anche un pezzetto di sé) possa volare libero dall’altra parte di quel ponte.

Insomma, quella che comunemente viene definita come una “disabilità” cela in realtà una ricchezza infinita di sfaccettature che mostrano tutt’altro che la presenza di un ostacolo, ma semplicemente un modo diverso di stare al mondo.

Da queste poche righe è chiaro come “LIS-Cambi” sia stato fonte di emozioni grandissime. Emozioni che nascono dall’entusiasmante realizzazione che nonostante la pluralità di modi di vivere in cui noi esseri umani ci ritroviamo ad abitare, alla fine siamo sempre capaci di trovare un punto di Incontro che ci faccia sentire intimamente uniti, aldilà delle differenze, aldilà delle parole.

Di Sabrina

Sabrina è una ragazza profondamente introversa, ma che (ogni tanto) ama stare in mezzo alle persone. Quando non è in perenne ansia per le cose della vita, studia "Philosophy, International Studies and Economics" a Venezia, oltre a leggere, suonare, e vagare con la mente sul senso dell'esistenza. Ha una passione spasmodica per tutto ciò che riguarda i Diritti Umani e da grande vorrebbe farne il suo lavoro.

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